Demis lascia la guida di DeepMind, il caso yacht di Revolut e la grande corsa bancaria inversa dell’IA

TBPN analizza il riassetto di DeepMind, la disputa sullo yacht di Revolut e perché il pessimismo sull’IA può trasformarsi in un trade redditizio.

Questo episodio di Diet TBPN interpreta il riassetto di Google DeepMind come un passaggio importante: Demis Hassabis lascia il ruolo di CEO per diventare chairman di Google DeepMind e chief scientist di Alphabet, mentre Jeff Dean e Sanjay Ghemawat lasciano Google per creare una public benefit corporation dedicata alla scienza e all’ingegneria del machine learning.

Cosa rivela il riassetto

I conduttori partono dal paradosso di Google nell’IA. L’azienda ha ricerca fondativa, infrastruttura, distribuzione, TPU e Gemini, ma fatica ancora a trasformare questi vantaggi in uno slancio indiscutibile. DeepMind non è una business unit autonoma tradizionale: il suo lavoro entra in YouTube, Search, Ads, Chrome, Docs, Gmail e nei prodotti Gemini. Questo rende il valore molto ampio, ma anche più difficile da governare e raccontare.

Il fatto che non venga nominato subito un nuovo CEO di DeepMind viene letto come un segnale organizzativo. La domanda non è solo se Demis stia davvero uscendo: è chi recluterà i migliori ricercatori, prenderà decisioni difficili e accelererà l’esecuzione nell’IA di Google.

La storia dello yacht di Revolut

L’episodio passa poi a una causa legata al presunto acquisto di un superyacht da circa 400 milioni di dollari da parte di Nik Storonsky, cofondatore di Revolut. Un broker sostiene di essere stato aggirato sulla commissione. TBPN tratta la vicenda con tono leggero, ma la usa anche per sottolineare la scala raggiunta da Revolut, citata come una delle startup fintech più preziose d’Europa.

La corsa bancaria inversa dell’IA

Il segmento più concettuale riguarda “AI’s great reverse bank run”. Nei mercati tradizionali, proteggersi da un disastro di solito riduce l’upside. Nell’IA, invece, alcune persone preoccupate per i rischi estremi sono arrivate presto a GPU, azioni legate al compute o laboratori di IA. Il catalizzatore temuto è diventato, almeno finora, anche un trade molto redditizio.

I conduttori precisano che non tutti i pessimisti dell’IA sono diventati ricchi: molti hanno lavorato in nonprofit, ricerca o scrittura senza upside finanziario diretto. Ma il punto resta: l’IA confonde il confine tra copertura del rischio e scommessa di crescita.

Cosa osservare

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