Jared Isaacman: la base lunare della NASA entro il 2028, robot Optimus sulla Luna e la verità sugli UFO
Jared Isaacman descrive una NASA più rapida: base lunare per fasi, robot umanoidi, nucleare spaziale e prudenza sugli UAP.
Peter H. Diamandis intervista Jared Isaacman su una NASA più focalizzata e più veloce: non solo tornare sulla Luna, ma costruire una piattaforma operativa da cui imparare a raggiungere Marte in modo sostenibile.
La Luna come laboratorio iterativo
Isaacman vuole evitare una base lunare progettata subito come architettura definitiva. La prima fase dovrebbe consistere in molti piccoli lander e rover al polo sud lunare, con missioni frequenti, fallimenti accettati e lezioni integrate rapidamente.
Questa fase iniziale potrà sembrare disordinata, persino piena di hardware inutilizzabile. Ma serve a produrre dati reali e a mantenere flessibilità, invece di creare un programma enorme, tardivo e troppo costoso per riuscire davvero.
Robot umanoidi prima del lavoro umano ordinario
I robot umanoidi sono presentati come strumenti di sicurezza e produttività. Sulla Luna e poi su Marte dovrebbero costruire, trasportare, ispezionare e mantenere infrastrutture, riducendo al minimo le uscite degli astronauti.
Isaacman ritiene possibile vedere i primi umanoidi sulla Luna in una finestra di quattro-sei anni, forse già nelle dimostrazioni senza equipaggio di SpaceX o Blue Origin.
IA, scienza e nucleare spaziale
L’IA dovrà aiutare NASA a esplorare decenni di dati scientifici, cercando scoperte non viste, e a rendere più autonome le sonde lontane quando il tempo per trasmettere informazioni è limitato. La missione Da Vinci verso Venere è un esempio citato.
Il nucleare spaziale torna al centro: SR1 Freedom viene descritto come un primo passo pragmatico, basato su hardware già finanziato, per portare potenza e propulsione nucleare fuori dai laboratori e verso missioni pratiche.
Cina, competizione e UAP
Isaacman considera molto probabile che la Cina raggiunga i propri obiettivi lunari intorno al 2030, grazie a un’organizzazione focalizzata e con meno eredità istituzionali. La competizione, per lui, può accelerare il progresso e in futuro diventare cooperazione.
Sugli UAP sostiene la pubblicazione dei dati e ammette che alcuni casi restano inspiegati. Ma afferma di non avere conoscenza di veicoli recuperati, biologici o programmi segreti di retroingegneria extraterrestre.
Da ricordare
- La base lunare viene pensata come serie di esperimenti, non come progetto monolitico.
- I robot umanoidi sono una componente operativa chiave dell’esplorazione abitata.
- Il nucleare spaziale è visto come passaggio necessario verso Marte.
- NASA punta a ritrovare focus, urgenza e cultura sperimentale.
Source
- Chaîne: Peter H. Diamandis
- Vidéo source: https://www.youtube.com/watch?v=nV_lyWrkBs8