Leopold resta in partita, trimestrali Big Tech, OpenAI taglia i prezzi di GPT-5.6

TBPN analizza la lettera di Leopold Aschenbrenner, la volatilità dell’AI trade, le trimestrali Big Tech e il costo reale dei modelli OpenAI.

L’episodio parte dalla lettera di Leopold Aschenbrenner agli LP di Situational Awareness dopo un luglio estremamente difficile. Il fondo ha subito un forte drawdown, ma non viene chiuso, liquidato né trasformato in un veicolo solo privato. La mossa decisiva è stata vendere parte del portafoglio pubblico a Citadel per eliminare la leva, togliere il rischio di margine e preservare le posizioni private.

Cosa emerge dall’episodio

Big Tech e capex AI

La parte sulle trimestrali guarda a Microsoft, Apple, Amazon, Meta e Alphabet. I beat su ricavi e utili contano meno della lettura del mercato su spese infrastrutturali, crescita cloud e credibilità del ritorno sugli investimenti in AI.

Modelli, costo per task e benchmark

La discussione su OpenAI sposta l’attenzione dal costo per token al costo per task. Un prezzo per token più basso non basta se il modello consuma molti più token. ARC-AGI V3 mostra inoltre quanto harness, memoria e impostazioni API possano cambiare punteggi e token di output.

Da ricordare

Il filo conduttore è l’esecuzione in condizioni di volatilità: gestire un fondo AI senza leva fragile, rendere credibile il capex degli hyperscaler e integrare i modelli in sistemi che migliorano davvero l’economia dei task.

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