Ho smesso di usare prompt per l’IA un compito alla volta. Questo funziona meglio.

Nate B Jones invita a passare dai prompt isolati a cicli di agenti che gestiscono lavori ricorrenti, condividono contesto e riducono il carico mentale.

Nate B Jones propone un cambio di prospettiva: invece di usare l’IA come una serie di richieste isolate, conviene organizzarla attorno a lavori ricorrenti dotati di memoria, stato e confini chiari. Un singolo workflow di questo tipo è un ciclo; quando più cicli si coordinano, nasce un «ciclo di cicli».

L’idea centrale

Un prompt produce una risposta. Un ciclo segue un lavoro che ritorna: nota un segnale, raccoglie il contesto, lo confronta con ciò che è già noto, propone o compie l’azione sicura successiva e ripete il processo quando serve. Il ciclo di cicli aggiunge un livello di orchestrazione tra workflow memorizzati, così che possano condividere ciò che è cambiato e coinvolgere l’essere umano solo quando serve giudizio.

Perché non è automazione incontrollata

L’obiettivo non è un’IA che gestisce la vita in silenzio. Jones insiste sui limiti: cosa l’agente può fare in sicurezza, cosa deve chiedere e quale traccia deve lasciare. L’esempio della gita scolastica è concreto: un ciclo per lo zaino, uno per il meteo, uno per l’orario della scuola, uno per i conflitti di calendario e un ciclo di messaggi che può preparare un SMS fermandosi prima dell’invio.

Esempi pratici

Lo stesso modello vale per follow-up commerciali, monitoraggio di ricerche, viaggi di lavoro, taglie dei vestiti dei figli, alimenti che stanno per scadere, casi d’uso di prodotto, ticket Linear o PRD. Il valore nasce dallo spostare fuori dalla testa il coordinamento ripetuto che di solito vive tra email, calendario, portali, documenti, liste, CRM e sistemi di task.

Come iniziare

La domanda utile è quale stato stai portando nella tua testa. Che cosa è cambiato dall’ultimo passaggio? Dove va controllata la qualità? Che cosa è bloccato? Che cosa richiede attenzione? Da lì si sceglie un compito ricorrente, si definiscono input, azioni sicure, punti di arresto e memoria da conservare per il giro successivo.

Da ricordare

Per un primo ciclo di cicli, Jones consiglia un processo utile ma a basso rischio: abbastanza noioso da valere l’automazione, ma non così critico da rendere pericoloso un errore. Lo scopo non è un assistente magico, ma una rete di piccoli workflow agentici che alleggeriscono una settimana normale.

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